Scritto nel Sogno – inedito adesso edito su disco

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Scritto nel sogno è una poesia che ho scritto nel 2017 e che non ha mai trovato posto in una pubblicazione. Lo trova dentro un disco di cui sono molto orgoglioso che è “L’Apparizione del Molosso Gigante” . Un progetto covato per molti anni e che adesso nel 2021 nonostante l’età e le avversità viene al mondo.

SCRITTO NEL SOGNO

Le stagioni hanno perso riscontro.
Alla voce che chiede non segue respiro,
non canto maldestro o pietoso conforto.
Anche il corpo sembra averne abbastanza,
a momenti vacilla e perde colore,
rincùla, s’aggrotta, s’inciprignisce
rifiuta carezza, coperta ed unguento.
Perduto il contatto con l’atto iniziale
la sorgente primeva d’ogni furore
sul dòndolo stracco mastica lento
cìgola e sogna, erutta il rancore.
L’insetto sul polso suona il fischietto,
allarme e richiamo dell’ora malnata,
chiama a raccolta i compagni ronzanti
il corpo rinviene e corre al bicchiere
che innesca la luce, che porta la pace
e s’inoltra nel fitto, oscuro boscàme
dove andare è periglio e alloggia
lo sgorbio, il Parente Lontano che scansi
per téma d’aprire il varco che reca
allo specchio presàgo che tace
e d’affratellarsi al reietto, al tòrto, aberrato.
Con fare di sbirro il corpo s’invola
decolla leggiadro e lascia la base,
carica il clic e lo poggia sul piano
la musica è assente, nessuno suona,
il corpo in rivolta abbandona la zuffa
di mantidi magre e cani al mercato,
la prossimità, parole infelici, l’esiguo spazio,
la posterità che tradisce il presente.
Son scritti nel sogno trama ed ordito
su un cencio incrostato di segni incompresi
un’algebra ignota che non sa spiegare
che ancora finisce quel che è finito,
che un vuoto si oppone al vuoto allo specchio,
doppio vuoto vero solo per il gatto
che giorno dopo giorno nella tazza vede il niente,
per l’uomo nella nebbia ormai ramingo,
dentro foto ormai sbiadite,
nel disturbo di un ricordo intermittente.
Il corpo placato infine respira.
Senza risposta il breve saluto
ai volti di gesso senza domani
e poi nella capsula per il rientro, verso la casa,
madre astronave con due capitani
diretta al contempo in due direzioni
opposte ed uguali, uguali e divergenti.
Ognuno si dirige là donde l’altro proviene.

Videopoesia #1 | La Conseguenza di Tutto

Un video scritto, diretto, interpretato, sottotitolato, recitato, montato da Simone Molinaroli, cioè il sottoscritto, tra il 29 aprile e il 2 giugno 2017 in varie località della Toscana con l’ausilio di un telefono Huawei P9 e di Windows Movie Maker.

La conseguenza di tutto è tutto è una poesia che ho scritto nel 1995. Compresa nella raccolta “Cani al Guinzaglio nel Ventre della Balena” nel 1997 e in tutte le successive edizioni ed anche nella ristampa di prossima stampa.

IL PENSIERO DÀ FASTIDIO | 2004 | una poesia da “Il Crollo degli Addendi”

Di questa poesia ricordo esattamente il processo compositivo.
È stata scritta nella primavera del 2004. Due amici che lavoravano insieme a un progetto musicale molto apprezzato, e che già avevano usato un mio testo in un precedente lavoro, mi chiesero di scrivere un testo per un nuovo album a cui stavano lavorando. La scrissi per loro. Però poi non se ne fece nulla. Quel disco non fu mai realizzato e il progetto stesso fu abbandonato. Ed io rimasi con una delle migliori poesie che avessi mai scritto, cioè una di quelle che in relazione al movente e alle aspettative iniziali più hanno finito per approssimarsi al risultato sperato, scritta paradossalmente per altri. Ho pensato spesso che proprio il senso di responsabilità e la legittima voglia di ben figurare, collaborando con persone di cui si tiene in considerazione il lavoro, abbiano funzionato da incentivo.
La pensai e la scrissi quasi tutta guidando quel famoso furgone che guidavo a ore improbabili nella primavera del 2004. Battendo un ritmo in quattro quarti sul volante e prendendo il la dal verso “Il pensiero dà fastidio anche se chi pensa è muto come un pesce” di una canzone (com’è profondo il mare) di Lucio Dalla.
Negli anni è stata più volte utilizzata durante i miei readings diventando praticamente il mio personale hit e ne sono state registrate alcune versioni tra cui questa che segue con i Sus. Curiosità: c’è anche chi mi ha raccontato di averla letta in classe per ammansire una scolaresca ottenendo peraltro il risultato sperato.

 


IL PENSIERO DÀ FASTIDIO

Il pensiero dà fastidio
anche se chi pensa sta pensando a se stesso
e non parla o se parla è poco
un verso di poesia animale, gemello
della computazione elementare retrostante
un brano di una autistica preghiera
e il sacrificio umano
per il dio incontentabile degli orfani.
Il pensiero dà fastidio
anche se chi pensa sta pensando l’amore
come l’eterna pulsazione
che rende giovani e immortali
il prodigio senza trucchi
che restituisce un corpo ai morti
per camminare nella memoria
dei giorni fecondi.
Il pensiero dà fastidio
anche se chi pensa sta pensando
cosa posso dire a questi occhi
per vedere il loro vero colore
la furiosa bellezza
l’onda feroce di desiderio
che vidi nello sguardo che generò il mio viaggio.
Il pensiero dà fastidio
anche se abbiamo tutti amato
qualcosa che non esiste
e maledetto la speranza
e l’attesa incalcolabile dell’avvento
di un regno, di una parziale salvezza.
Abbiamo tutti amato
qualcosa che non esiste.
Per questo, sopravvissuti.

 

da Il Crollo degli Addendi (2006, Ass Cult Press/Dizlexiqa)


 

Ich bin ein Provinzler
Ich bin ein Provinzler

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 


Simone Molinaroli - Il Crollo degli Addendi
Simone Molinaroli | Il Crollo degli Addendi | 2006, Ass Cult Press/Dizlexiqa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

Il Mondo è Morto | da “Scritti per la Fine del Mondo”

Il Mondo è Morto, non senti l’odore?
Si sente odore d’incenso e idrocarburi,
di eroina e trasmissioni elettorali.
Non senti il suono continuo
del calcolatore bizzarro che sancisce
la Sua Morte?
Non senti il canto degli Sterminati?
I traccianti nel cielo non sono
pirotecnie di compleanno
e nemmeno naufraghi in gommone
che segnalano disperati la posizione.
In televisione non ne danno notizia.
Guardie armate sparano
colpi d’avvertimento verso il cielo
per arrestare la marcia dei curiosi
e spesso un Tedesco vestito da Donna
parla della necessità del confronto,
ma necessariamente, nella Verità.
Il Mondo è Morto, non senti l’odore?
Non senti le trombe, gli sciacalli, gli avvoltoi
il buonumore raro del barista
che ti parla di un futuro improbabile
ti passa un bicchiere avvelenato
da un sorriso fuori tempo?
(Le profezie, la termodinamica, il buonsenso, la noia,
pronosticano in tempi diversi lo stesso evento
peraltro già avvenuto…)

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da “Scritti per la Fine del Mondo”
di Simone Molinaroli
(Ass Cult Press, 2013)

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Simone Molinaroli
Tutti i diritti riservati © 2013

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Segue una preview gratuita della versione digitale della raccolta. Su Scribd a un prezzo amichevole.

Scritti Per La Fine Del Mondo – Simone Molinaroli by Simone Molinaroli

Pisa Poetry Slam 9 febbraio 2014 | ci sarò!

riprendo dal sito di Alfonso Pierro (che sarà anco gradito rivale):

PISA POETRY SLAM

sabato 8 Febbraio 2014 al Lumiere di Pisa. Condurrà la serata il poeta e artista Dome Bulfaro ed invece il poeta Massimiliano Antonucci l’aprirà. Dalle 22:30 si trova confronto ad alta voce.

Il Pisa Poetry Slam è un appuntamento del ricco calendario della Lips ed è una data ufficiale del campionato italiano di poetry slam.

 

PISA SLAM