Ieri sera a Pescara
Ieri sera al Maze di Pescara con:
Andrea Bellicoso (Basso liquido)
Paolo Franciotti (Centrale nucleare e suoni ipnotici)
Alvise Di Febo (Chitarra Vintage a suoni storti)

Simone Molinaroli | 7 gennaio 2012 | Maze - Pescara
Ieri sera al Maze di Pescara con:
Andrea Bellicoso (Basso liquido)
Paolo Franciotti (Centrale nucleare e suoni ipnotici)
Alvise Di Febo (Chitarra Vintage a suoni storti)

Simone Molinaroli | 7 gennaio 2012 | Maze - Pescara
Questo è il mio regalo di natale.
In questi giorni di burle e manovre, furti e governi tecnici di salvezza nazionale, io vi regalo questa frase del vecchio Federico. Dato che ho il sospetto che in molti si stanno bevendo la Grande Cazzata come una medicina edulcorata, molti tra non molto si sentiranno burlati e cominceranno ad abbracciare le “più odiose delle realtà” come la Reazione, il Nazionalismo, il Ribellismo da seggiola Stokke, il glocalismo, le dispute filosofiche dell’ora dell’aperitivo e tutte le altre amenità da Medioevo 2.0. Allora potranno ripensare alla frase del Federico e potranno sentirsi gli amanti migliori della realtà.
Ecco, proprio mentre sentirete forte il dolore della burla (o dell’inculata a seconda dei gusti), potrete sentirvi come degli Amanti Migliori. E non quello che veramente siete. Dei giganteschi coglioni.
___
Colui che finalmente si accorge quanto e quanto a lungo fu preso in giro, abbraccia per dispetto anche la più odiosa delle realtà; cosicché, considerando il corso del mondo nel suo complesso, la realtà ebbe sempre in sorte gli amanti migliori, poiché i migliori furono sempre e più a lungo burlati.
(da Il Viandante e la sua ombra di Friedrich Wilhelm Nietzsche)
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Il pensiero è un’arma rudimentale
difettoso nella definizione di
discriminante fondamentale tra specie
animali, tra loro
identiche.
da “Il Crollo degli Addendi” | Simone Molinaroli | Ass Cult Press/Dizlexiqa | 2006

Simone Molinaroli - Il Crollo degli Addendi (2006, Ass Cult Press/Dizlexiqa)
EMPTINESS
Oggi è finito l’inverno
ma senza inutili commiati.
E’ finito come il pane
finisce nello stomaco
finito e le lucertole
mi salutano dai muri.
Finito e né qui né altrove
è qualcosa da fare.
False partenze e falsi addii
ripetute invenzioni alla rovescia
le strade come mare calmo
camminare-remare-perdersi
nella pacifica volontà dai nervi saldi
che in pomeriggi troppo chiari
non ha che giovani promesse
da schierare all’ala destra.
L’anima di gelatina si squaglia
esaurite le formine
i vasetti le tinte
le lacrime fertilizzanti
trequarti di speranza.
Finita la febbre, finite le complicazioni
finita la spettrale utopia dei maghi
finito l’inverno
è tutto finito.
da Cani al Guinzaglio nel Ventre della Balena (2008, Fara Editore)

Simone Molinaroli | Cani al Guinzaglio nel Ventre della Balena (Poesie 1994-2000)
Non resto a dormire
con la tua solitudine
travestita da ferocia.
Prendo la mia erosa vita
e l’accompagno alle corse.
C’è la volata finale
sul traguardo popolato
da teste di cazzo.
Guarderò l’inevitabile
con la pace in tasca
e la pistola nella mano.
da “Il Crollo degli Addendi” | Simone Molinaroli | Ass Cult Press/Dizlexiqa | 2006

Simone Molinaroli - Il Crollo degli Addendi (2006, Ass Cult Press/Dizlexiqa)
È mentre sento il Sugo di Peperoni emettere il classico suono di Sugo di Peperoni che penso alla giornata politica appena trascorsa. Risento il suono delle dichiarazioni ascoltate ieri durante la diretta radiofonica dalla Camera dei Deputati. Le riascolto a memoria (mi aiuto un po’ con il web, lo ammetto). Pierferdinando parla da grande Democristiano, incita alla coesione e poi si lascia un po’ andare a dice che “destra, sinistra e centro non sono più rappresentativi di nulla”. Reguzzoni, con cui a tratti e con imbarazzo mi trovo d’accordo, minaccia la guerra civile (ma non è su questo che mi trova d’accordo), Bersani il Simpatico dichiara di sostenere il governo dalle proprie posizioni, ma senza discussioni, senza paletti. Per sottolineare che il sostegno del PD ha un’identità precisa chiede umilmente che il governo tenga di conto delle sue posizioni (del PD). E finisce, il Bersani, con un delirio Nazionalista/Surreale che può trovare spiegazione solo nell’abuso di Alcool. Alfano, Alfano niente. Il Presidente è un marpione. Ci garantisce che metterà in atto misure severe. Ma al contempo ci ricorda che la situazione peggiorerebbe se non fosse messo in condizione di attuarle. Per rassicurarci sull’esistenza dei Poteri Forti e sulla divisione tra Potere Reale e Potere Formale, rivolge un pensiero a quelli che hanno, da sempre, contribuito meno. E come per chiedergli il permesso (in questo ricorda un po’ Bersani), costernato, gli dice che dovranno contribuire un po’ anche loro. Ai lavoratori manda invece a dire che i diritti sono privilegi facendo la sua parte nell’opera di tracciatura di un solco profondo tra le generazioni. Facendo la sua parte di lavoro sporco nel tentativo di persuadere i precari e i più giovani che la responsabilità della loro condizione è solo ed esclusivamente di chi ha dei diritti. È un marpione. Uno che io non vorrei come amico.
Il Sugo di Peperoni borboglia a ritmo costante. L’aroma è convincente. Non tutto è perduto.
Vi consiglio di prepararvi. Al peggio, al meglio, a qualunque cosa.
Il Kynikós vi direbbe di essere pronti a tutto. Perché solo essere pronti a tutto rende l’Intelligenza invulnerabile.
Io mi metto il vestito buono.

Il sabato gli scontri di piazza e domenica la Repressione. Sembra il titolo di un film di Martin Scorsese ed è invece l’ennesima replica di uno spettacolo ormai vetusto, chiamato “Fenomenologia del Potere in una nazione chiamata Italia”.
Dopo un fine settimana passato ad ascoltare le dichiarazioni miopi di chi si esalta davanti allo scontro come davanti al videogioco, il lunedì mattina mi sveglio e sotto casa ho un manifesto 6X3 metri. C’è scritto: Vuoi difendere la tua libertà? Iscriviti al Partito X. Non è necessario menzionare il partito in questione. Non vorrei sembrare fazioso. Durante il tragitto per tornare dal lavoro, ascolto la radio e lo speaker annuncia la richiesta ufficiale da parte di un ministro, di poteri speciali per le forze dell’ordine, una nuova legge Reale, la sospensione delle normali procedure democratiche.
C’è chi crede di innalzare il livello di scontro, ma soprattutto c’è chi crede che le violenze televisive siano un innalzamento del livello di scontro. Un Onesto Rivoluzionario sa che non è sfondando i bancomat che si fa la Rivoluzione. Un Onesto Rivoluzionario sa che la Rivoluzione si fa svuotando le banche. Smettendo di portarci dentro il denaro guadagnato in giorni di duro (o meno duro, non è importante) lavoro. Nascondendo gli spiccioli. Smettendo di spendere. Facendo fallire definitivamente il Sistema.
L’innalzamento è solo nel livello di legittimazione dell’apparato repressivo. Si rischia solo di far aumentare la voglia dei partiti di sinistra (sinistra?) di fare da appoggio di fortuna, e più di quanto già non facciano, ai criminali, ai reazionari, ai plutocrati.

Quando a Muley Graves (Furore | John Steinbeck) pignorano la fattoria dicendogli che non è colpa dello sceriffo, dell’agente immobiliare e nemmeno della banca locale, lui chiede “quindi noi a chi dobbiamo sparare?”

16 settembre 2011
AUTORECENSIONE DI UN ESORDIO
Un esordio all’insegna dell’intensità, vicino geograficamente, lontano anni-luce dalle offerte MASSIMO IMPATTO / ISTANTANEA OBSOLESCENZA di derivazione demenziale/esoterico/televisiva.
Lontano dalle metodologie per la deportazione degli adolescenti, dall’ottuso e ben celato moralismo degli intellettuali di regime, dalle derive nomenclatorie degli addetti ai lavori, dalle finte professioni, dai sedicenti, dagli smettitori, dal malinconico e grottesco gioco al ribasso dei frustrati e dei privi di talento.
La Fine del Mondo è adesso nel Mondo.
Simone Molinaroli

La Fine del Mondo | 15 settembre 2011 | Il Moderno - Agliana
foto di Simone Tofani [Simone Tofani Photography]
stasera alle 21 (circa) al Moderno di Agliana, c’è la prima assoluta de “La Fine del Mondo”.
Simone Molinaroli è un poeta (Ass Cult Press, Enduring Poetry) e Alessio Chiappelli un chitarrista/compositore (S.u.S). Insieme partoriscono l’idea. A loro si aggiungono Matteo Parlanti e Simone Naviragni, rispettivamente batteria e basso. Da ultima, ma non per demerito, si unisce Valentina Innocenti (Danzatrice).
Tutti insieme collaborano per contribuire allegramente all’aumento di poesia nel mondo e per raccontare la vertigine dell’esistenza felice degli Ultimi Uomini.
Sembra uno Spoken, un Reading, un concerto rock. Sembra uno scherzo e una cosa seria. Sembra tutte queste cose ed è tutte queste cose.
Alessio Chiappelli – chitarra
Matteo Parlanti – batteria
Simone Molinaroli – testi & voce
Simone Naviragni – basso
Valentina Innocenti – danzatrice

La Fine del Mondo