ABBIAMO CEDUTO SETTEMBRE AL NEMICO

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ABBIAMO CEDUTO SETTEMBRE AL NEMICO

Abbiamo ceduto settembre al Nemico
fingendo di fingere una resa.
Ripiegando nel piano dove fuggire è un suicidio,
con l’abito bello per le ore gagliarde.
E percorso il non distinto
fino al termine di ogni recriminare
per arrivare all’aperto e stupirci
di non avere inseguitori
come acque di un fiume non più vero,
come rami di un delta senza mare.
La Fine della Guerra
è il luogo dove siamo arrivati.
E alla fine della guerra,
non ci sono più la guerra,
non ci sono più le icone,
non ci sono le attese spartizioni.
C’è solo la frontiera
tra due stati senza confine
e un canto residuo da un tempo,
da tempo inascoltato.

La rassicurante copia della bacheca

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È rassicurante vedere che, a prescindere dalle conoscenze, dall’appartenenza politica e dalla collocazione sociale, si abusa sempre degli stessi vocaboli e delle stesse movenze. Però adesso non è più necessario fare complesse ricerche d’archivio per dimostrare la viscida e surrettizia ipocrisia che anima le dichiarazioni di certi campioni della politica, dell’impegno, della cultura. Adesso basta farsi una copia della bacheca altrui.

La merda di Riporto (pensando a Eugenio Montale nel 2019 sulla spiaggia di Riotorto)

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Nell’ora in cui il dubbio ad alcuni
apre crepacci nei fianchi
mentre altri che ricevettero telegrammi
con dettagliate istruzioni di montaggio
s’innestano il fucile nel braccio,
seduto in retroguardia nell’ombra a noleggio
di un ombrello biancoblù, penso
al fiume che avanza verso il loco ameno,
alla grande marea di merda di riporto.
E vedo
un padre di famiglia con cappello militare
trascinare un canotto al guinzaglio
sulla spiaggia di Riotorto.

Ogni giorno un Pistojese si sveglia e…

Pistoia Capitale della Coltura e delle Piante

Ogni giorno un pistojese, me compreso che non sono neanche propriamente pistojese, si sveglia e sa che deve alimentare il dissidio. Non ha bisogno di essere direttamente interessato, il pistoiese alimenterà il dissidio millenario in cui vive e da cui trae la forza di stare al mondo. Per scherzo, per davvero, un po’ e un po’. E intanto il dissidio permane. Come nella famosa scuola di musica di Varanasi, dove pare siano circa seimila anni che si suoni ininterrottamente, a Pistoja si alimenta il dissidio ininterrottamente da svariati secoli.

Ogni tanto qualcuno, per vezzo credo, finge di voler riportare tutti alla ragione, ma poi si gira e, non visto, subito rialimenta il dissidio.