Pensiero serale

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Un piccolo pensiero serale per tutti quelli che usano le parole scuola e parcheggio nella stessa frase come a voler disprezzare chi porta i figli a scuola e a venerare al contempo un’idea altra e alta di scuola che però non viene mai dispiegata nel discorso. Non credo tra i miei contatti ce ne siano molti, ma qualcuno sicuramente, qualche testa di cazzo ignobile sicuramente c’è e stasera, in questo sabato in cui come in un film demenziale stiamo per augurarci la buonanotte alle 19,23, voglio ricordargli che è necessario parcheggiare i bambini a scuola e assicurarsi che da quell’essere parcheggiati traggano il meglio affinché non diventino idioti come lui che dalla ipotetica esperienza scolastica, come anche dalla vita, non trasse nulla di intellettualmente rilevante.

Il reclutamento della classe dirigente

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Il reclutamento della classe dirigente

Sarebbe in errore, a mio parere, e ingenuamente cadrebbe in una trappola apparentemente razionale chi credesse, nel confrontare due classi dirigenti, una formata in una delle molte Scuole di Alti Studi sparse nel mondo, l’altra selezionata da un portale online, di scorgere una differenza discriminante nella qualità dell’istruzione ricevuta ignorando al contempo la loro sostanziale similitudine. Perché se è indubbio che i ben formati abbiano formazione certificata e capacità presumibili, pare altresì indubbio che finire a far parte di una classe politica esautorata della possibilità di produrre politica, idee e dispositivi in un contesto governato per mezzo di decreti e cabine di regia (già da prima della presente Pandemia) ne renda inutile ogni potenzialità. Rendendo invece di somma importanza ciò che li rende sostanzialmente simili ai descamisados della politica selezionati sul portale. Ovvero la disposizione a ricevere delle direttive indiscutibili di provenienza ignota (perlomeno per l’osservatore da casa) e ancor più importante l’essere sradicati dal proprio contesto di appartenenza e la rinuncia a essere espressione e di conseguenza ricevere le istanze di qualsivoglia gruppo sociale. Fenomeni quello della de-democratizzazione delle istituzioni e dello sradicamento della classe dirigente che non ho certo la pretesa velleitaria di introdurre io, ma che sono già ampiamente discussi dagli anni 50 e che nel contesto attuale si manifestano solamente in modo più limpido incontrando le voci amplificate dal grande flusso di comunicazione, talvolta distorte artatamente, di alcune delle eminenze pensanti del nostro sciagurato presente.

La città sembra deserta

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La citta sembra deserta. C’è già stato il lockdown? È già stato dichiarato l’attacco alieno? Ma sapete cosa mi fa più terrore? La bipolarità, la dissonanza evidente dell’Occidente, di questa moltitudine di scemi che un giorno è Charlie e difende il diritto di essere offensivi, dissacranti, provocatori, di fare ironia insopportabile su morti, disgrazie, segmenti di umanità penalizzati, sul sentimento religioso, su qualunque cosa, ma il giorno dopo si spaventa per l’uso di alcune parole, vede sessismo, esclusione, razzismo ovunque, punta l’indice contro la facile ironia social di gente semplice e rozza, ma soprattutto ha paura delle parole. L’altrui paura delle parole mi spaventa. Più del Covid e della Peste Bubbonica.

Caravaggio al Circolino

La sagra del Tortello

Briài agricoli al circolo ragionano di pittura. Sento fare i nomi di Caravaggio, Ligabue e Goghèn. Il primo è il preferito perché frocio, alcolizzato e pluriomicida. Convengono però tutti sul fatto che i veri disturbati son quelli che spendono 30000 euri per un quadro. Ma da Caravaggio a Pacciani il passo è breve. Ed è lì che comincia il vero spettacolo che non si può narrare.

Gli eroismi gratuiti

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Non c’è niente che rinnovi e migliori il disamore per il lavoro quanto i racconti dei vari eroismi gratuiti di chi ha lavorato con la gamba rotta, con la vista accecata dalla tormenta, immobilizzato e circondato dagli antropofagi, con la febbre a 43° e soprattutto sempre circondato da gente che non lavorava.