Piccolo componimento poetico all’impronta che ho scritto oggi pomeriggio al parco mentre vigilavo sul gioco del Giovane Leone. Ispirato dalle parole della poetessa pistoiese Francesca Matteoni che si lamentava del fatto che nella Capitale Italiana della Cultura per l’anno 2017, casualmente anche il nostro paesello natìo, la poesia nemmeno oggi viene ricordata.

____

Poesia per Pistoia Capitale della Coltura e delle Piante

A Pistoia d’aria ce n’è poca
Per canti, dissidi, inchini e piante.
A furia di cantare nonostante
Al poeta infine voce arroca.

 

 

Una minchiatella poetica che riassume la mia visione della pubblica opinione. Quella supposta e invocata ogni cinque minuti. Il dispositivo inesistente che ognuno, principalmente nella contesa politica e nello show business, cerca di intercettare e su cui ricalibra la propria offerta. Verso il basso, ché a nessuno venga in mente di sgarrare.

_____________________

LA PUBBLICA OPINIONE

La pubblica opinione è roba fatta con lo scarto.
Osceno mescolone di rutti e curegge,
Notizie riassunte che l’òmo media non legge,
Non fatica, non impegno, non un duro parto.

Eppure se ne parla senza freno
Come fosse la più degna delle cose
C’è dei pezzi bellissimi dentro
Avrebbe detto l’omino nella pubblicità
Quella coi cani negli anni ottanta…

FxCam_1367277979132

È attiva su Produzioni dal Basso (www.produzionidalbasso.com) una campagna di crowdfunding finalizzata alla ristampa delle mie prime tre raccolte, uscite tra il 1997 e il 2006 per Ass Cult Press (www.asscultpress.com). La campagna terminerà il giorno 1 maggio. Si può contribuire in tre modi. 5,6 e 10 euro. A cui corrisponderanno tre diverse ricompense. Qui (https://www.produzionidalbasso.com/project/cani-al-guinzaglio-nel-ventre-della-balena/) tutte le info e tutti o supporti audio e video a corredo del progetto.

Oltre alle poesie incluse nelle tre raccolte, le poesie comprese in “Estate Indistruttibile”, alcuni testi apparsi negli anni in antologie e pubblicazioni underground e semiclandestine, una appendice di componimenti giovanili e alcune poesie più recenti, come un anticipazione dei lavori ancora da venire.

Sarà un libro di peso.

“Primo dell’Anno” è una poesia che scrissi alla fine degli 90. Credo fosse il 98. Di ritorno dalla discoteca dove prestavo servizio, dopo una colazione in un famoso bar/pasticceria dove la scena effettivamente si era svolta.

_______________

PRIMO DELL’ANNO

Marsina bianca di barista e brutti musi di zerbino.
È il primo dell’anno un magazzino di panico
e digestione ufficiale di antichi massi e fuoristrada.
È il primo dell’anno ho i ginocchi sporchi
una bronchite scarburata e parlo da solo.
È il primo dell’anno camminate sottovento
le tigri ascoltano gli odori dal salotto di casa.
Ottimismo. L’era dell’Acquario,
un mattino radioso senza pioggia con nuvole basse
cento fette di limone e ormoni che parlano lingua salata.
Marsina bianca barba e baffi
faccia un cappuccino al ragazzo cocainomane
è faticoso tornare dalla Colombia.
Marsina bianca fammi un tè
guarda la medaglia sul mio petto
ho voglia di dirti
“lavori per uno stronzo
alle 6.00 del primo giorno
dell’era dell’Acquario.”
Invece ti dico
“Grazie Marsina
bianca barba e baffi
grazie e buon anno.”
Noi andiamo
alle 7 .00 il Divino Aviatore atterra in deltaplano
per tatuarmi sul petto i versi che smontano
la matematica del nulla, le strategie aziendali
il cinismo dei lavandini.
E poi l’ultima sigaretta, l’ultima prima dell’assalto
il primo a mani nude senza il bisturi d’ordinanza.
È il primo dell’anno è come un caldo sudore
uno stupro in appalto, una faccia da polizia
un deragliamento di carrelli all’esselunga
la cerimonia inaugurale della guerra
il desiderio inesauribile di scampare alla mattanza.

 

Neurovegetazione | Simone Molinaroli | Ass Cult PRESS

 

Accolgo l’arrivo dello Streptococco tra le mura domestiche, e di conseguenza nell’organismo, portato dalla prole come involontario cavallo di Troia con questo estemporaneo componimento poetico dal titolo “Minchiatella Poetica dello Streptococco”. È lo stesso Streptococco con cui nel 1996 ingaggiai una lotta furibonda e che ricordo, sinceramente, con terrore.
_______

MINCHIATELLA POETICA DELLO STREPTOCOCCO

Il Natale al sottoscritto si scordó di recar doni,
non maglioni e calzerotti, non biscotti non torroni.
E siccome non fui reo non furono carboni,
furono soltanto sciroppi e pasticconi.